Anche se per ora la fanno da padrone i telefonini, i mobile per eccellenza, è meglio prepararsi anche ai tablet e ai netbook Android. Questa è dunque la distinzione “zero”.

La prima cosa che potrebbe interessarci è la dimensione del display. Generalmente si va fra i 2.8 e i 4 pollici (7-10cm ca.). Questa caratteristica influenza le possibilità multimediali del telefonino, e cioè nella visione di foto, video e soprattutto siti non ottimizzati per piccoli schermi (cosa abbastanza importante: negli anni passati si era cercato di imporre uno standard mobile ai web designer, ma alla fine sono stati i browser per cellulari ad ingegnarsi per risolvere il problema).

La dimensione dello schermo è poi importante se intendiamo utilizzare applicazioni che terranno conto di questa caratteristica in modo da sfruttarla al meglio: se abbiamo un display da 4” ma vediamo un’applicazione come se fosse su uno da 2.8” zoomato, che senso ha? Lamentatevi con chi ha fatto quell’app!

Un’altra caratteristica del display è la definizione o risoluzione o il dpi (punti per pollice). Anche qui è ovvio come la cosa influenzi le capacità multimediali del dispositivo.

Procediamo ai dispositivi di input. Il touchscreen è ormai un must, comodo in particolare sui display più grandi. Esistono touchscreen resistivi e capacitivi: senza scendere nei dettagli, i primi possono essere più delicati ma sono più precisi e al tatto si sente cedere un po’; i secondi sono duri (i migliori di vetro), forse meno precisi ma più durevoli. In genere solo i primi possono essere usati con i pennini (accessori comunque rari sui telefonini) e solo i secondi per il momento supportano il multitouch (vi piace il pinch zoom dell’iPhone…?). Insomma… forse meglio gli schermi capacitivi, visto che i nostri ditini la precisione se la mangiano a colazione.

Proprio per la mancanza di precisione intrinseca nei touchscreen, spesso sono disponibili delle alternative: trackball (un “mouse” al contrario con una rotella ottica che facciamo “ruotare” col dito), pad direzionale (il tipico pulsante a 4 direzioni più click al centro), e tastiera fisica, che in generale, pur con tasti più piccoli della tastiera “virtuale” o software, offre una miglior sensazione e riconoscimento del tasto (e maggior rischio che il meccanismo di estrazione della tastiera si rompa).

Veniamo alla connettività. Ormai la tecnologia in questo campo è giunta allo stadio in cui si può dar per scontata. Praticamente tutti supportano i maggiori sistemi cellulari (GSM, EDGE, HSDPA) oltre alle connessioni Wi-Fi e Bluetooth.

I cellulari di oggi si distinguono anche per particolari sensori ambientali, quali accelerometri e giroscopi (che danno informazioni sul movimento e sull’orientamento del dispositivo – più che altro servono a far cambiare orientamento allo schermo e per controllare alcuni giochi), bussole magnetiche, termometri, e sensori di prossimità (che spengono il display quando ad esempio lo avviciniamo all’orecchio per telefonare).

Veniamo anche alla batteria, che decide quanto possiamo usare il cellulare durante la giornata prima che ci si spenga. Questa caratteristica in genere è sempre analizzata nelle recensioni che troviamo su Internet o sulle riviste.

Se a questo punto avete scelto le caratteristiche di cui avete bisogno, potete provare i cellulari che le hanno e verificare se vi sembrano abbastanza fluidi nelle operazioni (quelle più “pesanti” sono ad esempio guardare video o aprire diverse applicazioni in successione). Questa caratteristica dipende dalla componentistica di calcolo, sostanzialmente CPU e RAM. Per la cronaca, attualmente un cellulare decente ha un processore da almeno 600MHz ma si arriva al GHz e per il futuro sono previste CPU dual core che garantiranno fluidità delle interfacce e prontezza ai comandi di un livello superiore.

Ma ripeto, queste sono cose che vanno provate, non fidatevi dei numeri, perché sono molti i fattori che influiscono sulla fluidità: risoluzione dello schermo (non la dimensione, ma il numero di punti che il cellulare deve disegnare ad ogni refresh), impegno della memoria di massa e della RAM, qualità delle applicazioni che usiamo, e anche la qualità delle personalizzazioni che il produttore o la compagnia telefonica hanno installato sul sistema (non sempre è possibile eliminare queste componenti).

Buona scelta!